L’ingenuità delle sue Madonne, dei suoi angeli, dei suoi Santi pur nell’evidenza ricerca dell’effetto non riesce mai leziosa, il primitivismo di cui la sua arte è plasmata è il risultato di questa sua religiosa concezione della vita.
Ed una tale concezione si riflette anche nei soggetti profani: soggetti che non restano estranei alla sua attività. Anche in essi spira un’aura di spirituale dolcezza che si traduce in un modo commosso dell’anima.
Salvatore Cascone è un timido e onesto esponente di un altro generazionale, forse un privilegiato, con un destino di fatica e di resistenza che ha vissuto la sua fervorosa e intense artigianalità in cattedrali e chiese minime appropriandosi come pochi altri in Italia nel nostro tempo della suggestione del sogno religioso.
I volti interamente dolci eppure raggianti delle delicate Madonne immacolate, consci del proprio significato e della propria potenza, sono certezza pur fragile così sovrumana e sognante di un presagio del proprio aureolato destino… gli occhi, senza più desideri umani ed al di fuori di ogni volontà terrena, hanno lo sguardo struggente, melanconico, lontano…
“Salvatore Cascone ha una specializzazione:la sacralità, sia che dipinga al cavalletto, sia che il suo talento spazi sulle volte delle chiese e dei battisteri.”(1984)
“Sempre pacato, pensieroso e buono, nel fido studio ti ritrovo intento a concepir magnifiche Madonne… E ovunque avverto limpidi racconti: non sgorbi e dissennate stravagnze, ma chiara arte, solitaria, eccelsa!”
Certamente lo sviluppo della sua arte avrebbe potuto avere esiti diversi, se i forti affetti familiari non lo avessero richiamato alla sua Ragusa di cui i quadri di paesaggio esprimono una visione metafisica estremamente ritmica e geometrica, cui il paesaggio dell’altipiano con la sua ragnatela di muri a secco si presta straordinariamente.
Salvatore Cascone è un pittore istintivo, dotato di una profonda cultura religiosa, che gli permette di trattare qualsiasi episodio biblico o evangelico con estrema sensibilità. Sin dai primordi della sua attività egli si distinse nell’affresco, tecnica nobilissima e difficile e quant’altri mai perché l’artista che avesse si dedica deve dipingere con grande abilità e senza ripensamenti sull’intonaco ancora umido. (1962)
Salvatore Cascone ha una natura particolare che infonde nei suoi lavori. Innanzitutto realizza le opere di largo ampio respiro e di abissali profondità sceniche e tonali. Poi immerge il soggetto in un fondo emotivo tale da non lasciarlo statico, freddo come spesso avviene soprattutto negli affreschi. E infine parte dalla tematica unica basilare della emotività artistica: cioè l’armonia del complesso figurativo, le movenze, gli atteggiamenti, gli stati d’animo.(1962)
Articoli rivista “Arte Cristiana”
1947
“La decorazione musiva e pittorica della Chiesa di Cernusco sul Naviglio”. Settembre – ottobre 1947 (pag.82-84). N.9-10.
Estratto dal Fascicolo del settembre 1954 intitolato ”Recenti dipinti di Salvatore Cascone a Ragusa” e dedicato al Battistero della Cattedrale di Ragusa.Articoli di Giuseppe Agnello, Vincenzo Boscarino, Mons. Carmelo Canzonieri, parroco della Cattedrale di Ragusa.
“Salvatore Cascone: opere dal 1946 al 1982” a cura di Domenico Cara e Giovanni Occhipinti.
“Negli affreschi Cascone sa misurarsi con il racconto biblico da pari suo riuscendo ad accenderlo di particolari toccanti e riassumendolo con partecipazione sentita e con concisione.
Nelle sue composizioni monumentali è possibile leggere talora l’accento drammatico e umano che sommuove in certe situazioni l’animo dei personaggi. I quali dalla loro maestosa umanità dominano lo spazio che sempre più sfuggendo l’angustia della terrestrità si dilata in dimensioni cosmiche.”
“Cascone riproduce un disvelarsi di suggestioni georgiche, idealizza una società virgiliana in una illusione percettiva in cui è presente una spiritualità vissuta attraverso l’alone simbolico piuttosto che un qualsiasi latente fulgore rappresentativo”.