Salvatore Cascone affiancò alla rappresentazione dei temi e dei soggetti del sacro anche una copiosa produzione artistica dedicata al mondo contadino e ai paesaggi della provincia iblea: scene di vita dei campi, paesaggi, muri a secco, viottoli di campagna, vicoli, gradinate, abitazioni.

Si tratta di ambientazioni realizzate con consumato rigore stilistico e il ricorso a delicati colori pastello,

L’artista siciliano rappresenta un mondo di sogno, soffuso di nostalgia per un tempo sospeso e incantato che ci porta lontano dall’alienante frenesia urbana.



I quadri di Salvatore Cascone esprimono il contrasto tra la civiltà contadina e la solitudine urbana.

Essi ci fanno partecipi del suo amore per la bellezza che è tutt’uno con l’amore per la natura, l’uomo e la sua fatica, la terra, il lavoro dei campi, la famiglia, i ritmi naturali del tempo, le stagioni e le età della vita.

Salvatore Cascone ritrae un mondo di speranza, animato dalla volontà di salvare quanto di positivo e grande il mondo contemporaneo invece dissacra.


“Non conoscevo questo genere di pittura nel Cascone conoscendolo per un artista di argomenti sacri, soprattutto biblici. Non nascondo quindi la mia sorpresa quando nel suo studio mi sono trovato davanti ad arazzi già ordinati di argomento vario,  per lo più di carattere gioioso come “Girotondo”, come “Primavera”, ad esempio. 

La sorpresa di vedere questo artista passare così facilmente da un campo all’altro, da una tecnica all’altra non mi ha lasciato però deluso. Un gioco di cromaticità che non allontana lo sguardo dalla realtà e dalla verità visiva. Movimento concettuale del soggetto senza scendere tuttavia in estrosità cerebrali, appunto! 

Un altro Cascone, un pittore più maturo da studiare ed analizzare ed approfondire “

Francesco Falbo dal “Corriere di Sicilia”, 15 agosto 1962.