(Ragusa 1937)
Giorgio Flaccavento è stato dirigente scolastico, consigliere comunale e provinciale, amministratore e dirigente politico della Democrazia Cristiana e del Partito Popolare.
Autore del volume “Uomini, campagne e chiese nelle due Raguse” (1982)opera storiografica in cui egli tratteggia il profilo storico urbanistico della città iblea alternando a proposte di valorizzazione urbanistica evocative carte topografiche d’epoca e immagini del fotografo Giuseppe Leone.
Al maestro Cascone Giorgio Flaccavento dedicò una recensione critica del quadro “Emigranti”

Nel quadro il mondo umano degli emigranti del sud e quello della città industriale del nord sono divisi da una netta linea di demarcazione, un muro sotto il quale sostano in alienata solitudine due famiglie di emigranti, iconograficamente due vere e proprie sacre e famiglie, con una vera e propria Madonna col bambino accomunate dallo stesso destino e dallo stesso ritmo di successione dei volumi e dei gesti.
L’emigrante che pensieroso appoggia il viso sulla mano potrebbe essere lo stesso Cascone artista, l’altro con il berretto e la giacca sulla spalla e l’emigrante Cascone del bisogno, sempre inserito nella sua famiglia, la moglie e il bambino in un tessuto di valori morali e religiosi ridotti all’essenziale da uno stile estremamente sintetico e lineare.
Il muro separa questo mondo dalla metropoli a sua volta suddivisa nettamente in due, in primo piano la zona industriale densa di fumo e ciminiere e infine la città vera e propria, incupita dallo smog.
A lungo impegnato nella valorizzazione dell’identità storica e del patrimonio dei beni culturali della Sicilia orientale e del nostro territorio Flaccavento ha legato il suo nome nella prima metà degli anni Settanta del secolo scorso alla delibera del Consiglio comunale della città iblea per la destinazione a parco della collina Petrulli, sito di grande rilevanza archeologica per l’esistenza della necropoli greca arcaica del VI secolo a.C.
Intervista a GIORGIO FLACCAVENTO (2024) Le contrapposizioni di carattere economico, sociale, politico e religioso tra “sangiorgiani“ e “sangiovannari” sono alle origini di due visioni distinte di costruzione della città, che assumono una loro precisa definizione dopo il terremoto del 1693. Ma tra la vecchia Ragusa e Ragusa nuova, quella dell’altopiano, se ne individua anche una terza, quella che sorge intorno alla piazza degli Archi, con i quartieri di Santa Maria, San Rocco e San Paolo