“L’ingenuità delle sue Madonne, dei suoi angeli, dei suoi santi, non riesce mai leziosa; la sua arte è il risultato di una concezione religiosa della vita.”


Gli affreschi


Sin dai primordi della sua attività, egli si distinse nell’affresco, tecnica nobile e difficile quanto mai perché l’artista che ad essa si dedica deve dipingere con grande abilità e senza ripensamenti sull’intonaco ancora umido.


Le Madonne


In questa tecnica, nobile e difficile quanto mai perché l’artista che ad essa si dedica deve dipingere con grande abilità e senza ripensamenti sull’intonaco ancora umido, egli si dedicò con particolare costanza dagli Anni Trenta ai Settanta del secolo scorso.


“L’arte sacra è la più alta espressione del genio umano e difatti non sono forse sacri i più grandiosi monumenti dell’antichità giunti presso tutti i popoli fino a noi ?

Essa ha origine nel tempio alla divinità ed in esso dispiega tutto il suo talento, tutta la sua ricchezza intenta a significare la relazione delle effimero con l’Assoluto, del tempo con l’eternità,  dell’umano col Divino. “

Salvatore Cascone

“La mutata concezione dei valori della vita, la civiltà meccanizzata e standardizzata il senso anti contemplativo e nettamente pragmatico della cultura moderna: tali forze spingono la nostra generazione a preferire la vita nelle sue affermazioni corporali ed esasperatamente esasperatamente edonistiche piuttosto che in quelle spirituali per raccoglimento della meditazione.  

Oggi è tempo di anti-clausura, la vita è al sole. “

Salvatore Cascone

“L’arte sacra non ha più importanza sociale, non ha più un suo pubblico. Al presente l’arte sacra è in letargo; oserei dire che non esiste più.  Le chiese le statue e le tele dei nostri avi nascevano in quanto erano sentite dalla folla come adesso nascono gli stadi, gli ippodromi e le scuole di meccanica.” 

Salvatore Cascone


Formazione artistica


La parabola artistica di Salvatore Cascone trovò motivo ispiratore e indirizzo dominante nel periodo trascorso presso la Scuola Superiore d’Arte Cristiana “Beato Angelico” di Milano.

Dalla pittura del frate domenicano Beato Angelico (Vicchio 1395−Roma 1455), Cascone trae la sua ispirazione originaria. Il linguaggio del pittore toscano che univa spiritualità e lirismo fu recuperato e filtrato dalla sensibilità dell’artista siciliano in affreschi di grande suggestione e forza espressiva. 

Pur in un secolo d’Avanguardie come fu il Novecento, Cascone recuperò uno stile che era stato accantonato per secoli in un’espressione artistica originale, dalle ricche sfumature cromatiche e con una pittura luminosa e trascendentale che non risulta né tediosa né anacronistica.