Con grande sacrificio economico da parte sua e dei suoi familiari, Salvatore Cascone si recò ventiduenne a Milano nel 1926 per studiare alla Scuola Beato Angelico che era stata fondata nel 1921 su iniziativa del sacerdote lecchese Mons. Giuseppe Polvara (1884-1950), pittore e architetto, a seguito del Congresso d’arte cristiana tenutosi a Ravenna.



Portafoglio di studi e bozzetti

















Il ritorno in Sicilia
Il legame di Salvatore Cascone con la Scuola si mantenne anche dopo il completamento del ciclo di studi. Il giovane siciliano rimase infatti presso la Scuola come insegnante. Egli apprezzava molto Milano, la sua vitalità sul piano culturale, musicale in particolare (Cascone fu infatti per tutta la sua vita un grande appassionato di opera lirica).

Le ristrettezze economiche resero tuttavia problematica la sua permanenza a Milano. Egli riuscì a mantenersi economicamente grazie ad alcune committenze, in particolare quelle relative ai grandi affreschi della Chiesa di Cernusco sul Naviglio.
La permanenza a Milano si protrasse fino al 1933. In quell’anno egli partecipò alla Quinta Triennale Milanese edizione caratterizzata dalla decisione di Mario Sironi di realizzare un’antologia muralistica con grandi opere murarie affidate ai maggiori nomi della pittura italiana (De Chirico, Carrà, Fiume, Campigli, Cagli, De Amicis ed altri, in tutto la trentina di affreschisti).
Cascone realizzò un affresco dal titolo esiodeo “Le opere e i giorni”. Si trattò di una occasionale escursione dai temi consueti biblici.
Ragioni familiari lo indussero al ritorno in Sicilia già alla fine del 1933, scelta che fece non senza rimpianti.
Malgrado occasionali ritorni a Milano il ritorno nell’isola doveva infatti rivelarsi permanente. Ciò costituì un cruccio costante per Cascone che riteneva il contesto culturale meneghino più sofisticato di quello siciliano e più ricco di opportunità di apprezzamento per la sua arte.
L’eco del suo soggiorno artistico milanese e il talento nel frattempo sviluppato e dimostrato lo portarono all’attenzione della critica. Egli fu dunque preso in considerazione per la realizzazione di importanti lavori nella sua città natale.
Nel 1933 fu incaricato della decorazione della cappella dell’Ospedale Civile di Ragusa.
Nel 1934 gli fu commissionata la realizzazione degli affreschi dei pennacchi della cupola della Cattedrale di San Giovanni.
Ulteriori incarichi nel 1937 quali gli affreschi del Monastero delle Monache di S.Teresa di Gesù a Ragusa contribuirono a rendere stabile il suo insediamento personale e professionale in Sicilia reso permanente dalle nozze con Giorgia Di Pasquale, dallo scoppio della guerra (1940) e dalla nascita della figlia Maria Carmela (1944).
