La produzione di Madonne, caratterizzate da un notevole senso della prospettiva e da un’accorta disposizione delle masse e dei volumi, fu una costante dell’attività artistica di Salvatore Cascone.
La sua ricchezza creativa è testimoniata dalla varietà di espressioni delle Madonne, eguali eppure diverse l’una dall’altra, esprimenti in mille sfumature il sentimento dell’amore materno e pervase da un profondo senso del divino.
Al tema mariano Cascone dedicò nel 1963 una mostra personale a Siracusa presso la Biblioteca Alagoniana con l’esposizione di una quarantina di tele a olio.
“Tra gli innumerevoli volti di Madonna con costante tenacia a tratti e ritratti, le più riuscite le umanissime Madri-Regine ove la regalità divina sovrasta… e nel Gesù Bambino ove la consapevolezza divina supera le beate espressioni mortali degli infanti.
Regalità umana: non l’angoscia o il terrore, il timore o l’orrore: la fede detta imprime forma; l’assoluto è umanizzato in veste mistica, bizantina e infuocate pennellate sfiorano quasi le superfici delle tele.”
Oscar Spadola, La Sicilia 22.11. 1962
“Ho avuto la fortuna ultimamente, di notare nello studio di questo pittore alcune Madonne, figure prospettiche o ad angolari di eccezionale e configurazione di schematica fisionomia.
Il concetto di “Madre” e il concetto della “verginità” si fondono in un alone, in una opalescenza di particolare struttura: per cui, il critico, nota subito il tema sacro fisionomistico, ammorbidito nel senso introspettivo, dalla interpretazione che commuove e che analizza, nello stesso tempo, la profondità del colore e la tonalità e l’uso stesso del colore”.”
Francesco Falbo, Corriere di Sicilia 15.8.1962
“Resta da esaminare un gruppo di circa 40 Madonne con bambino. la dimensione dei quadri è diversa, ma è puramente formale, perché anche i più piccoli sono perfettamente rifiniti. E’ una meravigliosa galleria di volti infinitamente vari, che esprimono le mille sfumature dell’amore materno, attraverso atteggiamenti e assorti, pensosi, mistici.
Il bambino è rappresentato ora con le braccia al collo della Madre, ora ritto con le braccia allargate, ora con il capo reclinato e amorosamente sorretto dalla Madre, ora benedicente, ora reggente un fiore.
Soltanto una volta fanno da sfondo quattro angelici Cherubini. I colori sono per lo più sfumati, le tinte chiare. I più riusciti sono quelli oscillanti sulla gamma dei veti, degli azzurri e dei rosa che rendono l’atmosfera celestiale e sovrannaturale della Divina Maternità.
Le figure sono staccate dal fondo su cui spesso spiccano icastiche come rappresentazioni a tutto tondo.
L’espressione della Vergine è particolarmente delicata, il volto illuminato dalla luce diffusa che dà un irreale chiarore, mentre l’aureola esprime mirabilmente la divinità di Maria.
Con maestria senza pari l’artista ha realizzato la via di mezzo tra l’eccessivo realismo oleografico cui va soggetto di frequente il tema trattato e la figurazione reale,che non suscita alcuna devozione in chi contempla la sacra immagine. “
Francesco Boscarino dal Corriere di Sicilia, 3.11.1962